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Concordia Rinascimentale

Palazzo Vescovile
Il palazzo vescovile, ora casa canonica fu costruita dal vescovo Battista Legname intorno al 1450.
Era un palazzo di stile venezia­no, La cui facciata al pianterreno presentava originariamente un ingresso imponente, architravato, sostenuto da quattro colonne sormontato da un timpano marmoreo, dove era scolpita un' iscrizione in onore del vesco­vo costruttore. Al primo piano, sopra l’ingresso principale, si apriva una loggetta bifora; ai lati erano presenti due coppie di finestre trilobate in stile gotico-veneziano. Altre finestre più semplici completavano la facciata.
Sulla parte destra dell'edifico si innalzava un terzo piano (oggi scomparso). Al piano terra, sem­pre a destra, c’era una cella prigione con volta a botte di cui restano i segni nella fac­ciata.
Anche se la sede fu trasferita a Portogruaro (1586), i vescovi mantennero in funzione il palazzo di Concordia, che fu anzi ampliato. Alla fine del XVIII secolo, il palazzo subì delle spoliazioni: furono asportate le colonne e il timpano.
L’interno fu risitrutturato negli anni ‘60 e la parte esterna e il pianterreno nel 1999. Addossata all’ingresso di servizio, sul lato nord, sorge una piccola costruzione edificata nei primi del ‘900 dal parroco di Concordia, don Celso Costantini, divenuto poi cardinale. Sui muri esterni egli inserì reperti archeologici di varie epoche e modellò due medaglioni raffiguranti Rufino Turranio e Paolo Monaco, illustri personaggi concordiesi del periodo paleocristiano.
Palazzo Comunale
Il Palazzo del Comune, dalla linea elegante e severa, in stile rinascimentale con ampia loggia, forma, con la casa canonica (già sede vescovile), con il battistero, la torre campanaria e la cattedrale, un complesso architettonico e monumentale di grande interesse e suggestione. Alla sua erezione, avvenuta intorno al 1523, concorse, unita­mente alla comunità concordiese, il vescovo di Concordia Giovanni Argentino. Forse in memoria del vescovo costruttore, è nata la consuetudine secondo la quale, al suo primo ingresso in Concordia, ogni nuovo vescovo, prima di prendere possesso della cattedrale, assume i sacri paramenti in municipio rice­vendo l’omaggio delle autorità. Il palazzo dispone, a testimonianza delle sue antiche origini, di un’ampia scalinata che agevolava l’accesso a quelli che un tempo giungevano al suo approdo per via fluviale. Danneggiato dall’incendio del 23 gennaio 1920, il Palazzo è stato restaurato in tutto conforme al modello preesistente. Un’accurata riparazio­ne del Palazzo stesso ebbe luogo dopo l’incendio dell’8 dicembre 1969, che devastò l’aula consiliare e gli uffici...
 

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